Posts contrassegnato dai tag ‘Cultura’

La sfida di Basaglia

8 febbraio 2010

“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, per tradurre la ‘follia´ in ‘malattia´ allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d´essere che è poi quella di far diventare razionale l´irrazionale. Quando qualcuno è folle ed entra in manicomio smette di essere ‘folle´ per trasformarsi in ‘malato´. Diventa razionale in quanto malato”.

Trent’anni fa moriva Franco Basaglia. Dalla sua battaglia culturale e professionale nacque la legge 180 del 1978 che rivoluzionò l’approccio delle istituzioni al disagio mentale, portando alla chiusura dei manicomi in Italia. nella sua visione questo avrebbe dovuto essere il primo passo di una rete di Dipartimenti di salute mentale (Dsm) attivi sul territorio attraverso una rete di servizi specifici, con residenze comunitarie, gruppi di convivenza, con la partecipazione di maestri, educatori, accompagnatori, attori motivati, che oggi sembra in procinto di naufragare e fallire. Via il degrado, la miseria, l´indigenza, il degrado, l´emarginazione, l´abbandono e le torture (bagni gelati ed elettroshock).

Non torniamo indietro!

Riforma o taglio

4 febbraio 2010

Via libera del Consiglio dei ministri alla riforma che riordina l’istruzione secondaria superiore. Il riordino che riguarda licei, istituti tecnici e professionali sarà attuato dal prossimo anno scolastico (2010-2011), a partire dalle sole prime classi.

La scheda.

Come per la suola primaria assistiamo ad un taglio imposto da Tremonti per far quadrare i conti. Un taglio di risorse, di competenze e di tempo.

I nostri ragazzi dovranno fare una scelta a 13 anni che diventa nei fatti irreversibile per la grande differenza di programmi proposti dai diversi percorsi formativi sin dal primo biennio, favorendo la dispersione scolastica, penalizzando i saperi tecnico-scientifici e tagliando le ore di laboratorio negli istituti professionali. Si eliminano così quel poco di pari opportunità di accesso al sapere che era presente nel nostro paese, creando nuove tragiche disegualianze nella nostra società.

Decreto Romani sul web: pesante ed inefficace

2 febbraio 2010

Il decreto del governo, che porta il nome del suo artefice il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, equipara i siti di video, come YouTube, ai tradizionali canali tv, obbligando di fatto i provider a controllare preventivamente tutti i contenuti pubblicati dagli utenti. Una sorta di filtro a internet, non previsto dalle leggi comunitarie

“Un filtro generalizzato su internet da una parte è restrittivo, come nessun paese occidentale ha mai accettato di fare, dall’altra è inefficace perché è un filtro burocratico a priori”. E’ il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Corrado Calabrò, a ribadire così le sue forti perplessità alla regolamentazione prevista dal decreto Romani in materia di web.

A suo giudizio, la soluzione indicata dallo schema di decreto che recepisce la nuova direttiva europea sull’audiovisivo, che giovedì avrà il parere delle commissioni parlamentari competanti, “è tanto pesante quanto inefficace”. Senza contare che “è fuori dal quadro della direttiva e questo la rende in contrasto con la normativa europea: come tale può far sorgere questioni con la Commissione europea che indubbiamente farebbe dei rilievi su questo” terreno.

“Il problema di internet esiste – ammette – non è un problema che si è inventato Romani, però non è un caso che nessun paese occidentale abbia adottato la soluzione Romani”. Secondo il presidente dell’Agcom “un intervento ex post nel caso un sito delinqua è necessario e dovuto, ma un filtro ex ante è non solo una cosa puramente burocratica, poichè non sappiamo se il sito delinquerà o no, ma non tiene neanche conto del fatto che i siti internet sono come la testa dell’Idra, ne chiude uno e se ne apre un altro..”. Il problema è di natura globale e infatti “sono in corso colloqui tra Stati Uniti, Giappone e Unione europea per cercare di trovare delle linee di azione concordate”, conclude il presidente dell’Autorità.

Il caso di De Mattei vicepresidente del CNR e antidarwiniano per ideologia

22 dicembre 2009

Leggo stupefatto l’articolo di PIERGIORGIO ODIFREDDI su La Repubblica del 22 dicembre.

De Mattei professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiesa alla privata Università europea di Roma, direttore del mensile Radici cristiane, dirigente di Alleanza Cattolica sostiene una tesi creazionista contro l’evoluzionismo di Darwin e con i suoi sodali arriva a scrivere e dire che la Terra non ha qualche miliardo, ma solo qualche milione di anni, o che i dinosauri sono scomparsi non sessanta milioni, ma poche migliaia di anni fa, o che le specie sono state create immutabili dal Creatore, non si può che lasciarlo andare per la sua strada, ma ci si deve domandare come sia mai stato possibile che questa strada passasse per il Cnr. E viene il sospetto che la nomina a vicepresidente di De Mattei nel 2004, e la sua riconferma nel 2008, non siano state altro che dei riusciti tentativi di infiltrazione fondamentalista e antiscientista dell´Ente.