L’acqua è un bene naturale indispensabile alla sopravvivenza tanto che L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’acqua presidio sanitario che diviene in quest’ottica un diritto umano universale in quanto fonte di vita. La disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile dovrebbero essere garantiti in quanto diritti inalienabili ed inviolabili della persona.
Inoltre l’acqua è una risorsa scarsa e non infinita.
Nel 1994 la legge Galli si pone l’obiettivo di dare una sistemazione alla gestione ed erogazione dell’acqua su tutto il territorio nazionale con l’individuazione degli ambiti territoriali ottimali come strumenti di razionalizzazione. Gli Ambiti ottimali coincidono con i bacini idrici.
L’idea è quella di gestire ma anche tutelare i bacini idrici di tutto il territorio nazionale.
Per la Lombardia erano ovviamente previsti 3 bacini idrici. Gli strumenti per gestire i bacini idrici e tutelarli sono gli ATO (Autorità di Ambito Territoriale Ottimale) ovviamente tre in Lombardia.
La prima mossa della Lombardia è stata quella di passare dai tre naturali ambiti territoriali ottimali a uno per ogni provincia della regione. Non si capisce a questo punto come si possa pensare ad ambiti “ottimali” e al collegamento con i bacini idrici.
Nel 2006 la regione Lombardia emana una legge che prevede la divisione tra proprietà e gestione di tutto ciò che è connesso con gli impianti idrici che restano pubblici e l’erogazione che può essere privatizzata e messa a gara, cioè chi ti manda la bolletta e raccoglie i soldi.
La divisione è del tutto arbitraria e alquanto ideologica, non certo funzionale.
Come dividere la gestione dall’erogazione, se si rompe una tubatura chi la ripara? (immaginiamo il pubblico che gestisce e non certo il privato che eroga e raccoglie i soldi, se l’acqua erogata deve fare un utile in quanto privatizzata come impostare delle campagne di ottimizzazione del consumo di acqua visto che più se ne usa e più il privato ci guadagna, insomma un’assurdità)
Tra l’altro la prima legge regionale del 2006 prevedeva la possibilità che alla gara per l’erogazione partecipassero solo società private.
Legge incostituzionale verso cui ci si attiva per l’abrogazione con un referendum.
Per evitare il referendum la legge è modificata nel 2009 introducendo la possibilità che anche società pubbliche possano partecipare al bando di gara per l’erogazione dell’acqua.
La regione Lombardia fa uscire il bando (europeo) per la gara prevista per il 18 Gennaio.
Tra i requisiti un capitale di 52 milioni di euro per la società che può partecipare al bando e l’aver servito una popolazione di 250000 soggetti.
Pensiamo che la gara non possa che essere vinta da un grande gruppo straniero.
Vi è la possibilità che ASM possa costruire entro il 18 gennaio (si dice con un partner privato) una società per partecipare alla gara. La cosa è assai difficile.
Il rischio di un aumento spropositato delle tariffe per l’utile di un grande gruppo privato che eroga l’acqua è molto forte.
Siamo assolutamente contrari alla confusione e alla conflittualità che si creerebbe tra chi gestisce l’acqua e chi la eroga.
Siamo contrari all’impostazione della legge regionale che prevede la privatizzazione di un monopolio che riguarda tra l’altro un bene raro, prezioso ed indispensabile per tutti.