Influenza: è arrivata, tutti i consigli utili

Influenza: è arrivata. In anticipo sui tempi previsti, è già in circolazione.

Influenza 2017 è arrivata, tutti i consigli utili

Il primo caso di influenza è stato registrato a Pavia ad inizio dicembre.

Il ceppo è stato isolato in un bambino di 4 anni.

Il virus è proprio la variante A/H1N1, detta Michigan. Prevista dagli esperti lo scorso autunno e già inserita nel vaccino somministrati in ottobre e novembre.

Questo caso zero ci dice solo che l’influenza è già in circolo.

Il picco dei contagi è atteso, come da previsioni, verso gennaio. Con il freddo, potrebbe venire anticipato a dopo Natale.

Questo significa che siamo appena in tempo per vaccinarsi.

Il vaccino trivalente protegge dai tre ceppi virali A/H1N1, A/H3N2 e B Brisbane.

La composizione quadrivalente, raccomandata dall’Oms, include anche il virus B Puckett.

Le persone per le quali è raccomandato caldamente il vaccino sono anziani, soggetti immunodepressi.

Oppure con patologie cardiache e respiratorie croniche.

Inoltre, particolarmente vulnerabili sono le donne in gravidanza e i grandi obesi.

Entrambi i gruppi sono a rischio di severe compromissioni polmonari.

Si devono vaccinare anche tutti coloro che si prendono cura o lavorano a contatto con le persone fragili.

Incluso il personale medico sanitario.

Il momento ideale per vaccinarsi sarebbe prima dell’inizio della stagione influenzale.

In Italia, a partire da metà ottobre. È comunque possibile vaccinarsi anche più tardi, quando la stagione influenzale è già iniziata.

La protezione ottimale si raggiunge 10-14 giorni dopo la vaccinazione.

Vaccinazione nei bambini

È essenziale che vengano vaccinati contro l’influenza con priorità assoluta, appena possibile, tutti i bambini di età superiore ai 6 mesi con:

  • malattie croniche dell’apparato respiratorio come l’asma grave, la displasia broncopolmonare e la fibrosi cistica
  • malattie croniche dell’apparato cardio-circolatorio
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche
  • malattie renali con insufficienza renale
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • immunodeficienze primitive e secondarie
  • malattie infiammatorie croniche intestinali e sindromi da malassorbimento intestinale
  • malattie neurologiche e neuromuscolari
  • trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici

Questi bambini vengono considerati a rischio in quanto presentano un’aumentata probabilità di contrarre l’influenza. Di sviluppare complicazioni dell’infezione come le polmoniti. Oppure di andare incontro ad un peggioramento della loro malattia.

Sono stati fino ad ora vaccinati in misura modesta. Anche se la vaccinazione è efficace e sicura per chiunque.

I dati disponibili per l’Italia dimostrano che meno del 10% dei bambini a rischio vengono vaccinati contro l’influenza.

È importantissimo che vengano vaccinati anche i familiari dei bambini a rischio in modo da ridurre ulteriormente la probabilità che il virus dell’influenza venga trasmesso in famiglia.

Influenza : i sintomi

Per trasmettere l’influenza basta poco: un colpo di tosse, uno starnuto o una semplice stretta di mano.

L’infezione virale decorre con febbre e sintomi quali malessere, rinite, tosse, mal di gola, cefalea ed inappetenza.

Questo virus A/H1N1 è piuttosto aggressivo.

Accanto ai sintomi tipicamente influenzali si possono accompagnare disturbi a carico dei polmoni, come bronchiti e bronchioliti

Come dobbiamo curarla

La terapia è rivolta a limitare i sintomi della influenza.

Si utilizzano paracetamolo per la febbre.

Se la febbre dura più di 3-4 giorni e la tosse tende a peggiorare si consiglia di far visitare il bambino.

E’ assolutamente raccomandato aspettare qualche giorno dalla comparsa della febbre prima della visita.

L’eventuale bronchite e/o polmonite si forma dopo qualche giorno di febbre.

Non è quasi mai presente al primo giorno di febbre.

Durante i giorni di febbre oltre al paracetamolo, non insistere se non vogliono mangiare.

Mentre è importante incoraggiarli a bere per evitare la disidratazione. Pericolosa tanto più quanto più il bambino è piccolo.

Se proprio non vogliono mangiare, si possono usare delle bevande zuccherate per far assumere loro, insieme ai liquidi, un poco di calorie.

Tè, acqua e zucchero e succhi di frutta e anche latte.

Ricordiamoci che l’influenza mette al bambino mal di testa e dolori ai muscoli come nell’adulto quindi per alcuni giorni il nostro piccolo non sta bene.

Gli antibiotici vanno assunti solo se prescritti dal proprio pediatra in seguito ad una visita.

Limitare il contagio

I consigli da mettere in pratica per limitare il contagio sono quelli di sempre:

  • lavare spesso le mani
  • coprire la bocca in caso di tosse e starnuti
  • usare fazzoletti di carta usa e getta
  • usare mascherine se esposti a contatto con altre persone non malate

Dopo 5-6 giorni si potranno riprendere le normali attività, comprese quelle sportive nel caso di bambini più grandi.


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