Spero veramente che Monti ascolti i consigli non richiesti di Massimo Gramellini, con cui concordo pienamente.
Consigli che anche il mio partito dovrebbe analizzare con attenzione, guardandosi soprattutto dal gatto e dalla volpe. Meglio desistere, desistere, desistere.
“Mi rivolgo all’uomo, oltre che all’agenda. Uno statista come lei avrebbe potuto evitare di salire in politica e rimanersene al livello del mare, nel giardino dei senatori a vita, a cui una regola non scritta suggerisce di non sporcarsi il mantello nelle campagne elettorali. Oppure avrebbe potuto affrontare l’arrampicata in solitudine, con una compagnia selezionata fra le eccellenze italiane allergiche alla Casta.
Voi del loden contro tutti: anche la sconfitta sarebbe stata un onore, l’inizio di qualcosa. Invece si è lasciato incastrare in una cordata di mestieranti, il gatto Fini e la volpe Casini. Due strenui difensori della famiglia, in particolare della loro, che bazzicano la politica da quando io andavo all’università e lei forse nemmeno ci insegnava.
Prima che i tartassati della classe media tornino a rifugiarsi in massa sotto le insegne di cartapesta dell’astuto pifferaio, accolga qualche suggerimento tecnico. Rinfoderi quel tono asettico, a metà fra lo specialista in dispetti e l’analista fiscale. L’Italia non è una banca, anche se in tanti l’hanno rapinata. Metta la vita nelle sue parole, indicando un traguardo che sia una vittoria da sognare e non sempre e soltanto una sconfitta da evitare. Non ascolti il gatto e la volpe: con i voti della Chiesa non si diventa capi del governo, ma chierichetti. Ed eviti, se può, di correre il rischio di tutte le agende, che si usano un anno e poi si buttano”.
Inoltre è il caso di riprenderci la scena: Bersani in primis e poi tutti noi.






























Buongiorno,
condivido la Sua stessa speranza.
Non posso fare a meno di notare come ognuno di noi tenda inevitabilmente di guardare e giudicare solo la casa degli altri. Pochi giorni prima l’ottimo giornalista aveva qualcosa da dire anche a qualcun’altro.
Nessuno di noi è esente da colpe e prima di giudicare gli altri dovremmo giudicare noi stessi, soprattutto se si è in politica.
Cordiali saluti
Paolo Marzullo (qualcuno non affatto convinto che l’Italia giusta sia quella del PD e che fino a ieri ha sempre votato PD)
Buongiorno, concordo con lei, se sa un occhio al blog lo troverà alquanto critico soprattutto verso il PD….
Allora mi scuso in quanto ho avuto modo di conoscerla da pochi minuti… speriamo che un poco di auto critica mi possa far tornare a credere nel PD… il lavoro è tanto e alle volte ho l’impressione che il partito non abbia nessuna voglia di cambiare.
Confermo nelle alte sfera la voglia di cambiare è pochissima, più in basso invece va meglio
Apprezzo la franchezza… ma che brutta risposta (per loro ovviamente). Visto che al Palaeur a sentire il mio ex Sindaco uscente c’ero e in Lui ho creduto nella nascita di un vero grande partito ora che faccio?
Come riusciremo a spodestarli? Come riusciremo “semplicemente” a prendere il loro posto? Ho 35 anni e sono un giovane Imprenditore (lavoro nella società di mio padre e facciamo gli architetti) conosco questo “oscuro” mondo delle costruzioni e ciò che vi gira intorno, conosco tanti giovani Imprenditori, tanti giovani professionisti laureati che non si riconoscono più in nessuno.
C’è un Italia che lavora tutti i giorni, felice di farlo perché ama quello che fa, che non ruba e paga tutte le tasse e che ogni giorno se la deve vedere con corruzione e scansafatiche e continua a farlo ogni giorno senza lamentarsi, senza preoccuparsi neanche di quanto guadagna sperando solo di poter continuare a pagare i propri collaboratori.
Non abbiamo sindacati e se scioperiamo perdiamo soldi… che strano Paese il nostro.
Piacere di averLa conosciuta.
Il piacere è mio. So che esiste un’Italia come la decrivi tu, che non si riconosce in nessuno, che lavora con grandi difficoltà.
Sulle domandi che poni la risposta è con pazienza e determinazione.