Continuiamo a riempire le primarie di contenuti e non solo di nomi.
Perché lamentarsi della riforma delle pensioni (con annesso il dramma degli esodati), dell’impossibilità dei comuni a garantire i servizi ai cittadini, delle scarse finanze da investire in lavoro, istruzione e ricerca, se si possono acquistare a prezzi modici fiammanti cacciabombardieri F35 di ultima generazione versando alla Lockeed “appena” 12 miliardi di euro (senza calcolare i costi di mantenimento)?
Anche Mario Monti, che ha fatto della revisione di spesa (al secolo spending review) e dell’austerity il mantra della propria azione di governo, si è limitato a ridurre l’ordinativo da 130 a 90 aerei. L’Italia potrebbe annullare l’acquisto senza esser costretta a pagare penali, ma dinanzi alle critiche ai tagli posti in essere per contenere il debito pubblico la risposta è sempre una: “mancano i soldi”.
Non è retorico domandarsi quante altre cose possano realizzarsi con una cifra del genere (ogni F35 costa circa 130 milioni di euro) e un Paese al collasso dovrebbe essere in grado di rivedere le priorità di spesa in momenti così drammatici. Noi pensiamo, ad esempio, che quel denaro vada investito nel futuro dei bambini e nell’aiuto di quelle mamme costrette a stare a casa non lavorando per la mancanza di servizi dedicati e di asili nido.
L’investimento nei servizi scolastici della prima infanzia ha per giunta un ruolo fondamentale nello sviluppo cognitivo dei minori e influisce sul successo formativo dei futuri studenti; eppure l’Italia registra, da questo punto di vista, statistiche impietose: siamo ai margini europei nell’offerta di asili nido (secondo l’ISTAT ne usufruiscono solo l’11,8%, con un grave divario Nord-Sud) e nella spesa dedicata alle politiche a tutela delle famiglie.
Crediamo che preoccuparsi della “terrena” tutela sociale dei cittadini sia molto più importante della difesa militare del “cielo” italiano.































Antonio, la riflessione per me è se ha senso tenere un esercito (e purtroppo ha senso fino a che non ci sarà un esercito europeo) o no. Il confronto andrebbe fatto sugli acquisti di aerei fatti dagli altri paesi, e si vederebbe come siamo buoni ultimi. Poi se vogliamo uscire dai trattati internazionali che ci “impongono” delle missioni di “pace” siamo liberi di farlo, ma non avremmo più voce in capitolo in nessuna sede ONU, EU, NATO su nulla. E’ una scelta, va ponderata bene.
Questo non è vero vari paesi europei hanno deciso di non acquistare il cacciabombardiere e non solo.
E´ talmente caro che tutti i paesi interessati ci stanno ripensando, persino Israele e il Regno Unito hanno dovuto tagliarne i programmi e il Pentagono ha ridimensionato le richieste. In America il dibattito è aperto, i pregi e soprattutto i difetti del cacciabombardiere sono resi pubblici spietatamente: per John McCain, eroe del Vietnam ed ex candidato repubblicano alla presidenza, il progetto F-35 è «un disastro», mentre il Washington Post lo ha definito nei giorni scorsi «un preoccupante esempio delle spese del Pentagono».
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