Incomicia a diradarsi la nebbia intorno alle regole sulle primaire del centrosinistra per la scelta del candidato premier.

Diciamo che ancora non si vede quasi nulla ma si intravede quella che potrebbe essere la road map verso la competizione.
Il 6 ottobre assemblea nazionale del partito democratico dove dice Nico Stumpo, responsabile nazionale dell’organizazione:
“Faremo una norma transitoria, per modificare lo Statuto: così alle primarie potranno presentarsi anche altri esponenti del Pd oltre al segretario.”
Per questa modifica servono: “La metà degli aventi diritto (che sono 1.000) più uno”.
Le regole delle primarie: “le farà un Comitato dopo l’assemblea”.
E la legge elettorlae che non c’è:
“Abbiamo deciso che le faremo e così sarà. Non si potrà dire che abbiamo disatteso gli impegni. E non vogliamo dare l’idea di non volere la legge elettorale che diciamo, con l’indicazione del candidato premier e la coalizione”.
Ma ora questa legge non c’è.
«E prima di novembre non ci sarà, sono pronto a scommetterci».
E allora?
“Allora noi diremo prima del voto con chi vogliamo governare. Tra persone serie conta la parola”.
Dunque la coalizione ci sarà anche se la legge elettorlae non lo prevede, il 6 si deroga lo statuto per permettere ad altri iscriti al PD di correre alle primarie e il regolamento delle primarie lo farà un comitato dopo il 6 ottobre.
Ultimo punto l’albo:
“Non è niente di più, né niente di meno di quello che abbiamo sempre fatto. Nella primaria del 2005 (quella che elesse Prodi), come quella che elesse candidato sindaco di Firenze, Matteo Renzi bisognava dare un contributo, sottoscrivere un progetto, e accettare che il proprio nome entrasse in un albo, a disposizione di chi volesse consultarlo.”
Paroal di Nico Stumpo.


































Il passaggio più interessante è quello in cui Nico Stumpo dice che per le modifiche allo statuto servono 501 voti favorevoli dei mille delegati eletti (gli invitati non contano). Quindi: 1. Il voto della mozione Bindi nell’assemblea di luglio che trasformava subdolamente la norma statutaria del max 3 mandati in parlamento a max 15 anni non è valido. 2. Sarà molto difficile avere 500 e passa delegati presenti che vogliono cambiare lo statuto (perché mica tutti sono d’accordo).
Esatto!
e dunque?
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