Ho letto oggi l’intervento di Fioroni su l’Unità del 14.8.

«Il futuro dell’Italia è una coalizione tra una grande area riformista e un’area moderata, credibile e autorevole, in cui c’è Casini ma c’è anche molto di più. Credo che nella ricomposizione dell’area moderata possano entrarci tutti coloro che hanno un progetto d’Italia e che hanno capito che il berlusconismo è finito». Lo ha detto ai microfoni di KlausCondicio.
Dire inquietante è dire poco.
Già l’alleanza con il grande centro non è certo nelle corde del partito.
Già l’alleanza con Fini è da escludere completamente senza se e senza ma.
Come proporre un’alleanza con chi ha condiviso e continua a farlo tutte le scelte del Cavaliere di Arcore?
L’idea è sempre quella di riproporre una grande coalizione con Monti dopo Monti.
Quella di manovre nei palazzi romani che non mettano a rischio nessuno, in cui nessuno si assuma veramente la responsabilità e l’onere di guidare l’Italia con un chiaro progetto politico.
Soprattutto una grande paura di vincere.






























Il problema, caro Antonio (scusa il “tu” ed il “caro”, ma internet è forzatamente democratizzante), è piuttosto il recupero di Di Pietro, che sembra difficile, ma darebbe al PD l’immagine (vera?) di un partito che vuole seriamente cambiare il paese. Di Pietro ha inseguito Grillo conservando un piano più istituzionale e un rilancio dell’alleanza con l’IdV potrebbe arginare la deriva movimentista che rischia di impoverire e svuotare di significato ogni dialogo parlamentare. Un programma poi basato sul rilancio della dignità istituzionale, democratica, e sociale dell’Italia potrebbe fare del PD il polo di attrazione per forze che cercano espressione e visibilità sia al centro (vedi cosa bianca) che a sinistra.
Un cordiale saluto
IL tu va benissimo. Caro Maurizio sono pienamente d’accordo con te.
allora … forza!
Sei tu il politico. Fatti sentire con Bersani e in bocca al lupo (ne avrai bisogno).
Ci si prova in ogni modo