Casini si, Casino no, forse. Ha ragione Gilioli: prima il confronto sui temi concreti e i programmi, il confronto signori miei

Se il centrosinistra si costruisce sulla somma di sigle e su veti incrociati non si va da nessuna parte.

Neppure con la lista civica dei sindaci e/o della società civile.

Oggi su twitter trovo in seguenza queste dichiarazioni:

Non è mai venuto in mente a nessuno un serio confronto intorno ad un tavolo con le forze del centrosinistra, magari compresa l’UDC.

Magari seguendo questo piccolo modello.

Per confrontarsi sui temi: sviluppo economico, fisco, lavoro, politiche internazionali, evasione alle tasse, corruzione, diritti civili, ricerca scientifica ed innovazione, turismo, cultura…..

Questo è il modo di procedere e questo andava fatto senza paura già da tempo.

Le alleanze dell’ultimo momento servono solo a spartirsi le poltrone e a null’altro.

Forse siamo ancora in tempo ma va accelerato il processo di costruzione di un’agenda politica del centrosinistra alternativa a quella della destra.

Penso che la politica sia l’elaborazione di visioni del futuro e il confronto su queste più che tattiche e schermaglie continue.

Per questo ho aderito con favore all’appello di Gilioli:

Noi crediamo

Noi crediamo che l’obiettivo del centrosinistra non debba essere quello di vincere per occupare e spartirsi posti di potere.

Noi crediamo che l’obiettivo del centrosinistra debba essere vincere per cambiare davvero l’Italia: rendendola un Paese all’avanguardia nel mondo per i diritti civili e sociali, per legalità ed equità, per qualità di welfare e ambiente, per accesso a Internet.

Noi crediamo che il rocambolesco balletto inscenato nelle ultime settimane dai leader dei partiti del centrosinistra attorno alle alleanze sia offensivo nei confronti di milioni di cittadini e di elettori.

Noi crediamo che il centrosinistra possa e debba proporre agli italiani una prospettiva ideale e concreta che non rimanga paralizzata per tutta una legislatura dal mercanteggiamento triste con chi in anni recenti e meno recenti ha rappresentato una delle componenti che ci è più lontana culturalmente, politicamente ed eticamente, e che soprattutto è stata complice di Berlusconi nel portare l’Italia in questa crisi.

Noi crediamo che non sia una questione di ‘veti’ ideologici ma al contrario di pragmatica consapevolezza che una coalizione innaturale non porterà mai ad alcun reale risultato politico, né potrà mai dare all’Italia quella frustata di civiltà e di giustizia di cui ha fortemente bisogno.

Noi crediamo che sia necessario puntare non a una coalizione da sopportare, ma a un progetto da supportare. Non a una mediazione prima ancora di incominciare, ma a una grande sfida da raccogliere. Non crediamo a scelte che provengono da lontano, ma a quelle che lontano ci possono portare.

Info su Antonio Ricci

Pediatra e nel tempo libero segretario cittadino del PD di Pavia.
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