Carmine Parisi è un giovane democratico di Agropoli con tanta grinta e passione politica. Ha descritto più volte lo sfacelo edilizio del Cilento.

Per il PD un “rompicoglioni” che deve essere sospeso per tre mesi e poi si vedrà.
Per fortuna è diventato un eroe quando ha raccontato la sua storia ai giovani democratici.
Questa è una di quelle storie che mi fanno veramente male e che ci danno una dimensione del lavoro che ci sia ancora da fare anche in casa nostra.
Parisi ha illustrato, documenti alla mano, i conflitti di interesse di politici titolari di ditte edili che fanno affari con la pubblica amministrazione, nel vuoto della mancanza di strumenti urbanistici. Ma si è macchiato agli occhi del Pd, di un delitto gravissimo: ha fatto opposizione a una giunta capeggiata da un democrat, l’ex assessore provinciale di Salerno ai Lavori Pubblici Francesco Alfieri, avvocato, in ottimi rapporti con il sindaco Pd di Salerno Vincenzo De Luca nonché fratello del presidente della Banca di Credito Cooperativo del Cilento, Lucio Alfieri, che cura la Tesoreria del Comune. Un sindaco capace di essere rieletto a maggio con l’88% dei consensi al primo turno. Uno che conta, nello scacchiere del potere locale e provinciale.




























