Il problema lo ha già posto Casini mettendolo nero su Bianco alla direzione nazionale dell’UDC.
Anche il compagno Fini continua la sua azione di sponsorizzazione di una grande coalizione all’italiana, con Casini come mediatore come ci spiega oggi Europa:
“L’unica prospettiva possibile- per il compagno Fini-, al momento, sembra essere quella di riuscire a rientrare in quel vasto progetto dei «progressisti e moderati» che Pier Luigi Bersani intende guidare al governo nella prossima legislatura. Un post-missino (e tanti altri dietro di lui) che accetta un’alleanza, anzi, che potenzialmente sostiene un presidente del consiglio post-comunista.
I lavori sono già in corso. Lo dimostra l’incontro a tre, presente anche Pier Ferdinando Casini, nello studio del presidente della camera di mercoledì scorso. L’argomento principale è stato quello delle riforme, ma che sia partito il pressing nei confronti di Bersani per comprendere Fini nel cantiere 2013 è confermato da più parti. Con il leader dell’Udc impegnato nel ruolo di mediatore. Il segretario dem, però, appare difficile da convincere, per vari motivi. Il primo sono le resistenze interne.
Solo l’area più montiana del partito sembra infatti disposta ad accogliere anche Fli nella prossima maggioranza”.
Non è neppure il caso di commentare.

Già l’alleanza con Casini non è digeribile, figuriamoci con il compagno Fini.
Se i lavori sono già in corso la strada è sbagliata.
Le conseguenze di una simile scelta sono note e sarebbero due: una syryza italiana e #iononvotoilPD
Noi continuiamo a sponsorizzare un modello orizzontale e partecipativo:
“Noi dobbiamo Allearci ed essere il motore dell’alleanza.
Dobbiamo Allearci con il primo partito italiano quello dell’astensionismo aprendo la porta e raccogliendo ciò che viene dalla base dai cittadini.
Farlo, soprattutto nelle amministrative, nel contesto che le elezioni al nord hanno premiato senza alcun dubbio, nella cornice, non della foto di Vasto, non è questa la foto giusta.
Le foto giuste sono quelle che hanno vinto a Milano e adesso a Genova, La Spezia, Alessandria, Piacenza, Monza, Abbiategrasso, Sesto San Giovanni, Meda, Buccinasco, Garbagnate Milanese e Crema, Pieve Emanuele, Cernusco sul Naviglio al primo turno,
Le foto sono molto diverse, da una parte ci sono i tre segretari che si stringono la mano e fanno un accordo magari pochi mesi prima delle elezioni, dall’altra c’è una cornice di partiti che si sa aprire ai giovani, ai movimenti, alle associazioni, al volontariato, alle elitè economiche illuminate, al ceto medio, a gruppi ed esperienze del territorio”.
Quelle giuste sono foto orizzontali non verticali, in cui tutti gli elementi portano ad un coinvolgimento dei cittadini, certo in un campo ben definito della scena politica ma che sa ed è in grado di trainare molti altri pezzi della società, foto che sanno andare al di là delle alchimie politiche.
Ciò comporta essere sobri, umili, trasparenti, aperti, essere tra la gente, nelle manifestazioni, nei quartieri e ascoltare, ascoltare e spiegare”.





























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