Impazza su twitter l’hashtag #iononvotoilPD:
“Io non voto il Pd molto semplicemente, perché sono di sinistra”, scrive Tito Faraci.
“Questo hashtag – spiega Faraci – non esprime ostilità, quanto delusione. In gran parte dei tweet traspare il desiderio di una ragione per tornare a votarlo”.
“Io non voto il Pd per il Penati system”
“Io non voto il Pd per non ritrovarmi nei Casini”
“Io non voto il Pd perché non ho ancora capito cos’è”
“Io non voto il Pd perché errare è umano – avverte Valeria Calicchio – ma perserverare è da coglioni”.
E così via.
Un piccolo segnale dira qualcuno da cui emerge però un forte disagio della base del partito, del mio partito.

Prossima Italia ti offre la possibilità di scegliere la linea su importanti questioni tematiche con l’avvio della campagna di referendum. La possibilità di partecipare ad avere una linea chiara e semplice su alcune questioni di fondo.
Intanto Bersani ci spiega che a Monza il PD ha vinto rispondendo a Civati.
Bersani dimentica un piccolo dettaglio, che in questo momento in moltissimi, troppi dimenticano.
Come il nostro partito a vinto a Monza e in gran parte dell’Italia alle scorse amministrative.
Dal mio intervento in assemblea cittadina:
“Noi dobbiamo Allearci ed essere il motore dell’alleanza.
Dobbiamo Allearci con il primo partito italiano quello dell’astensionismo aprendo la porta e raccogliendo ciò che viene dalla base dai cittadini.
Farlo, soprattutto nelle amministrative, nel contesto che le elezioni al nord hanno premiato senza alcun dubbio, nella cornice, non della foto di Vasto, non è questa la foto giusta.
Le foto giuste sono quelle che hanno vinto a Milano e adesso a Genova, La Spezia, Alessandria, Piacenza, Monza, Abbiategrasso, Sesto San Giovanni, Meda, Buccinasco, Garbagnate Milanese e Crema, Pieve Emanuele, Cernusco sul Naviglio al primo turno,
Le foto sono molto diverse, da una parte ci sono i tre segretari che si stringono la mano e fanno un accordo magari pochi mesi prima delle elezioni, dall’altra c’è una cornice di partiti che si sa aprire ai giovani, ai movimenti, alle associazioni, al volontariato, alle elitè economiche illuminate, al ceto medio, a gruppi ed esperienze del territorio”.
Quelle giuste sono foto orizzontali non verticali, in cui tutti gli elementi portano ad un coinvolgimento dei cittadini, certo in un campo ben definito della scena politica ma che sa ed è in grado di trainare molti altri pezzi della società, foto che sanno andare al di là delle alchimie politiche.
Ciò comporta essere sobri, umili, trasparenti, aperti, essere tra la gente, nelle manifestazioni, nei quartieri e ascoltare, ascoltare e spiegare”.






























Pingback: Per far ‘tornare’ quelli che ora dicono #iononvotoilpd | [ciwati]
La soluzione è il distacco. Siamo seri, al Pd come lo pensi tu o Pippo e come lo pensavo anch’io, non crede più nessuno. Con i fondamentali dei quali e sui quali state ragionando da tempo si potrebbe dar vita a un movimento per una sinistra moderna, laica e riformista che oggi nel Paese non è rappresentata e che potrebbe già valere intorno al 20%.Ci vuole più coraggio.
Non sono d’accordo, almeno da quello che dicono i sondaggi
Segnalo il sondaggio di ieri PD 27,3, +1%. la linea vincente è quella di bersani. rassegnatevi.
E la vittoria ampia con una coalizione di centrosinistra…..sempre dai sondaggi
Ok, vi lascio ai sondaggi, alla sostanza penseremo dopo
Credo che leggere i sondaggi guardando le percentuali non sia corretto. E’ naturale che quando si andrà a votare conteranno i voti espressi e non quelli “che mancheranno” (gli astenuti), ma è altrettanto vero che se qualcuno riuscisse, nel prossimo futuro, a convincere e convogliare la massa di “non votanti” (e non ci vuole molto, vedi il grillo di turno), le percentuali del PD diventano ad una cifra nel giro di due settimane. Non crogiolatevi nei risultati dei sondaggi, pensate piuttosto ad allearvi col maggior partito, quello dei non votanti (come già dici chiaramente, Antonio), facendo magari un piccolo esercizio di umiltà … è solo un consiglio.
Pingback: Il compagno Fini cerca l’alleanza con Bersani. Adesso che si fa caro Bersani? Parte 2 | Antonio Maria Ricci
Pingback: Renzi a Reggio Emilia: rottamazione ed alleanze | Antonio Maria Ricci