L’hanno messo nero su bianco nel documento approvato all’unanimità dalla Direzione nazionale dell’Udc in corso al Tempio di Adriano di Roma:
“Non esistono margini di intesa con forze come Sel e Idv che stanno contrastando il Governo Monti e che si collocano su posizioni radicali e populiste di sinistra, inconciliabili con l’interesse nazionale”.
“Per quanto riguarda il Pd la scelta di Bersani di imboccare con decisione una linea riformista ed europeista è seria e importante e, se confermata, troverà l’Udc pronta ad avviare un confronto aperto, alla luce del sole, nell’interesse del Paese”.
“Riteniamo indispensabile lanciare fin d’ora, almeno per quanto riguarda il nostro partito e la nostra area di riferimento, l’area dei moderati, una serie di messaggi e di indicazioni all’insegna della serietà e della responsabilità che valgono per l’oggi e che dovranno valere per il domani, per i mesi che ci separano al voto e anche per il tempo successivo alle elezioni”.

Tutti i nodi arrivano al pettine.
C’è l’intervista di Bersani di ieri sul Corriere della Sera: io organizzo i progressisti, sono sicuro che Vendola non mancherà.
C’è Casini che non vuole le primarie.
C’è lo scenario dalemiano: stesse forze politiche, stesso presidente del consiglio: cioè Monti e le inevitabili conseguenze.
Caro segretario è necessario fare scelte e possibilmente farlo nel modo più partecipato possibile da parte della base.
Per completezza: queste sono le foto che mi piacciono.

































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