Prendo spunto dal post di Popolino: domande senza risposta.
IO la domanda fatta da Pippo Civati ad @enricoletta, che non ha avuto risposta, la continuerei a fare, anzi, invito tutti a farla: via twitter
@enricoletta escludiamo ufficialmente l’alleanza con Fini?
Ma anche via mail o via facebook, oppure attraverso il vostro blog, magari una risposta arriva…..

Da Popolino:
“Tutto nasce da un post sul blog di Pippo Civati: “Chissà perché è tutto il giorno che penso alla Diaz e mi viene in mente Gianfranco Fini alleato del Pd”, scrive. Ne nasce un’accesa discussione, su Twitter: nessuno ha mai parlato di Fini alleato del Pd, sostengono alcuni. Forse non direttamente, rispondono altri, ma di alleanza con Casini se n’è parlato eccome. E Fini è pur sempre alleato di Casini, ragione per cui è lecito applicare la proprietà transitiva.
La discussione prosegue per un po’, e a un certo punto, tra coloro che non gradiscono il collegamento, si palesa il vicesegretario, Enrico Letta. Che poi è il bello di Twitter, la possibilità di poter discutere, in pochi caratteri, con i diretti interessati. Ecco perciò la domanda di Civati: “quindi escludi ufficialmente l’alleanza con Fini?”.
Questo ieri: da allora, silenzio, e la domanda è rimasta appesa, ad aspettare una risposta. Senza voler caricare questo silenzio di significati particolari – banalmente, Letta avrà avuto altro da fare e si sarà scollegato – l’episodio è significativo della situazione attuale nel Partito Democratico.
Solo nell’ultimo mese, dopo un annuncio forse vago ma comunque effettivamente pronunciato di primarie aperte per la scelta del candidato premier – autore il Segretario in Direzione Nazionale, e quindi piuttosto ufficiale – è seguito un dibattito sulle regole che, come da tradizione, si è svolto più sui giornali che nel partito: aperte, chiuse, con l’albo degli elettori, senza albo, di coalizione, di partito, miste. I giornalisti ipotizzano, le dichiarazioni si contraddicono, e vanno interpretate in senso divinatorio per farsi un’idea non tanto di quello che effettivamente succederà, ma degli orientamenti e delle strategie in atto all’interno del Pd. Nel frattempo, mentre qualcuno si è spinto a escluderle del tutto, le primarie, si è discusso di alleanze, di Di Pietro, di Vendola, ed è tornato d’attualità il tema di un accordo con l’Udc di Casini, appunto. Più o meno nello stesso momento, il dibattito ha fatto ulteriore spazio per ospitare pareri molto negativi nei confronti del governo Monti, e altri del tutto opposti che arrivano ad auspicare un Monti bis per la prossima legislatura.
Tutte ipotesi che si contraddicono una con l’altra, curiosamente senza che nessuna possa essere al momento confermata, né, soprattutto, smentita. E quindi no, molto probabilmente Letta non potrebbe ufficialmente smentire che il Pd, alle prossime politiche, possa davvero finire per allearsi con Fini. Quanto questo circuito impazzito di dichiarazioni e di incertezze possa far male al partito, è banale. Il grillismo, l’astensionismo, la crisi economica fanno da contorno di una situazione in cui sarebbe meglio non mandare segnali contraddittori, per rivolgersi al Paese con un messaggio forte, chiaro.
E, visto che la discussione occupa tutti i giornali, tutti i giorni, sarebbe il caso di portarla proprio in sede di partito, ad esempio nell’assemblea nazionale che si svolgerà tra una settimana a Roma. Sarebbe la sede perfetta per farsi tutte le domande, e magari uscirne, se non con tutte, almeno con qualche risposta. Mica solo per sapere cosa scrivere su Twitter, ma anche per sapere cosa rispondere ai nostri elettori, visto che ci chiedono le stesse cose.
Ma in assemblea, ovviamente, l’ordine del giorno sarà tutt’altro”.
































