Una campagna sacrosanta.
Le nostre città e i nostri paesi spesso sotto elezioni sono tappezzati di manifesti abusivi. Manifesti elettorali lasciati dove non è consentito per leggi e regolamenti.
I partiti che lo fanno non devono essere votati.
Invito tutti ad aderire alla campagna e a mandare foto di manifesti elettorali abusivi.
Come funziona #abusivonontivoto
Funziona così:
1) inviaci i manifesti abusivi (non ha pagato la tassa) o illegali (è affisso fuori dagli spazi) della tua città alla mail abusivonontivoto@gmail.com
2) scrivi due righe di didascalia: città, partito o candidato che ha affisso il manifesto.
Su questo blog raccoglieremo e pubblicheremo tutte le foto dei manifesti abusivi o illegali specificando per es. Mario Rossi? Abusivo, non ti voto. E la foto del manifesto.
Siete pronti? Scaldate gli smart phone e liberiamo l’Italia dalla carta abusiva. Forza.

Il Manifesto di #abusivonontivoto
L’idea nasce per creare un movimento di opinione trasversale e di massa contro la pratica dei manifesti abusivi in particolare quelli dei partiti politici.
I manifesti abusivi, simbolo della brutta politica, sono:
- antiecologici (la colla, la carta usate in un tempo in cui tutti hanno un cellulare per ricevere sms e molti, moltissimi ormai usano il web
- illegali (laddove attaccati negli spazi non destinati a tale uso come cassonetti dell’immondizia, muri di palazzi o addirittura spazi destinati ad altre affissioni.)
- danneggiano il commercio perché spesso coprono i manifesti regolarmente pagati dalle imprese locali per pubblicizzare le loro attività
- abusivi quando sono affissi sugli spazi preposti senza pagare la tassa
- impiegano (anche) i fondi del finanziamento ai partiti
- brutti perché rendono brutte le città italiane spesso veri e propri patrimoni artistici
- fruttano spesso lavoro nero
- contribuiscono a diminuire il livello culturale del dibattito politico
La Questione Morale non è patrimonio di una parte politica, ma è un principio che deve appartenere a tutti.
Chiediamo:
1) ai partiti di rinunciare immediatamente a questa pratica e di definire provvedimenti per chi usa il loro simbolo per fare manifesti
2) ai sindaci:
a) di elevare multe a chi viola il regolamento comunale delle affissioni
b) di predisporre spazi e regole per consentire poche ed ecologiche affissioni anche entrando nel merito della regolamentazione dei materiali e della manodopera utilizzata.
3) ai candidati, agli eletti e ai dirigenti dei partiti di dissociarsi puntualmente ogni volta che il loro nome compare su un manifesto abusivo, impegnandosi dunque a concordare la propria partecipazione ad eventi e campagne solo dopo essersi assicurati che non verranno promosse abusivamente.
Non stiamo chiedendo tanto. Forse stiamo chiedendo attraverso questa piccola battaglia una politica diversa. Meno sciatta, meno urlata, più responsabile e che non si misuri sui soldi che partiti e candidati hanno per tappezzare le città di manifesti.





























