Va citato in questi tempi di grossa crisi in cui si tagliano pensioni e salari il dossier sulle spese militari firmato oggi da Giampaolo Cadalanu su Repubblica.
Punti salienti:
1) La portaerei Cavour, costata un miliardo e mezzo, mangia ogni giorno centomila euro di soldi pubblici se sta ferma in porto a Civitavecchia e duecentomila se è in navigazione. Del tutto ignota la sua utilità in termini di difesa – l’Italia per sua fortuna è di per sé una grande portaerei – ha quindi solo funzioni offensive. Insomma, andare a fare la guerra lontano dalle nostre coste.
2) In termini strategici, la medesima portarei ha come scopo principale ospitare i famosi cacciabombardieri F-35.

Joint Strike Fighter, o F-35, il cacciabombardiere più costoso della storia. Fra ritardi, errori e rinvii, lo sfortunato progetto della Lockheed ha subito tanti ritocchi nel preventivo che oggi ogni esemplare dovrebbe costare 200 milioni di euro. L´Italia ne voleva 131, il programma prevede una spesa di almeno 15 miliardi in dodici anni, ma gli aumenti saranno inevitabili, vista la necessità di modifiche al progetto originale: solo il mese scorso la commissione del Pentagono che sta esaminando i prototipi dell´F-35 ha chiesto 725 correzioni, dal casco del pilota al sistema di aggancio in atterraggio, che ha fallito tutti i test sul campo. Insomma, se l´ordine resterà questo, l´F-35 costerà quanto una manovra finanziaria. E´ talmente caro che tutti i paesi interessati ci stanno ripensando, persino Israele e il Regno Unito hanno dovuto tagliarne i programmi e il Pentagono ha ridimensionato le richieste. In America il dibattito è aperto, i pregi e soprattutto i difetti del cacciabombardiere sono resi pubblici spietatamente: per John McCain, eroe del Vietnam ed ex candidato repubblicano alla presidenza, il progetto F-35 è «un disastro», mentre il Washington Post lo ha definito nei giorni scorsi «un preoccupante esempio delle spese del Pentagono». In Italia la prima a contestare la scelta è stata “Famiglia Cristiana”, poi è partita una campagna massiccia, ma senza grandi risultati. Per Gian Piero Scanu, capogruppo Pd alla commissione Difesa del Senato, «è scandaloso che si sottraggano risorse così ingenti per strumenti di guerra, agli antipodi con le necessità dell´Italia».
3) Ordinate anche dieci fregate Fremm per sei miliardi di euro di spesa complessiva. Anche qui gli esperti sollevano perplessità: non solo dieci navi sono tante, ma per qualche misterioso motivo costano alla Marina molto di più di quanto le paghi la Marine nationale francese.
4) Oggi i militari sono circa 180 mila i cui 98 mila graduati.
Urge abbandonare l’acquisti degli F35 e delle fregate Fremm. Tagliare i privilegi dei 98000 graduati.




























