Dovevano nascere residenze universitarie e invece stanno spuntando appartamenti da 2.450 euro al metro quadro. È il mistero di Punta Est, il cantiere edile sorto in via Vallone, nei pressi della Cascina Scova, che il Piano regolatore vigente aveva destinato ad area servizi.
Qualcosa, evidentemente, deve essere cambiato nel frattempo, se è vero che a oggi stanno per essere ultimate «case e abitazioni signorili, dal bilocale al quadrilocale, a 2.450 euro al metro quadro», come recitava l’inserzione pubblicitaria apparsa sui giornali locali ai primi di luglio.
Il piano regolatore attribuiva a quel lotto, denominato ‘Punta Est’, una destinazione d’uso per servizi universitari e quindi laboratori universitari, attività museali, servizi alla persona, mense, foresterie e residenze universitarie e invece oggi stanno costruendo un complesso residenziale. Come si legge, peraltro, ben evidente nel cartellone posto all’ingresso del cantiere edile.

Il lotto punta est
Dopo la pubblicazione dell’annuncio sulla carta stampata abbiamo allora cercato informazioni su internet dove abbiamo trovato altri annunci simili, che fanno riferimento sempre ad abitazioni signorili e mai a residenze universitarie.

Pubblicità per residenze di lusso
Continueremo perciò a chiedere al sindaco Alessandro Cattaneo e all’assessore all’Urbanistica Fabrizio Fracassi per quale motivo e a seguito di quale provvedimento è stata mutata la destinazione d’uso del lotto di Punta Est.
L’opera di costruzione prosegue indisturbata, forte di una convenzione con finalità di “sperimentazione” stipulata tra la ditta costruttrice e un dipartimento dell’Università degli Studi di Pavia in cui il privato si è impegnato a rispettare gli impegni assunti con l’Università di Pavia, realizzando unità immobiliari con l’adozione delle migliori tecniche per scopi di ricerca, come ha detto l’assessore ai Lavori pubblici Fracassi ai consiglieri comunali del Partito democratico che il 7 luglio scorso, in uno degli ultimi consigli comunali pre-festivi.
Se poi dopo qualcuno su internet o sulla Provincia pavese fa pubblicità per altre cose, risponderà per quanto lo riguarda, ha continuato Fracassi.
Temiamo invece che si tratti di sconti sugli oneri di urbanizzazione, non ci convincono le spiegazioni di Fracassi.
Chiediamo chiarezza.
L’assessore all’Urbanistica deve spiegare com’è stato possibile trasformare in residenziale un’area che il piano regolatore destinava a servizi, come appunto quelli universitari, probabilmente permettendo ai costruttori di non versare al Comune gli oneri di urbanizzazione, che sarebbero stati pari a circa 400mila euro circa.




























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