«Diranno che siamo dei radical-chic. Diranno che siamo dei moralisti. Dei giustizialisti. Diranno che questa è una piazza antipolitica o apolitica. No, questa è una piazza prepolitica, perché da qui parte una domanda ai nostri partiti politici di riferimento, quali che essi siano, affinché recuperino la loro vera funzione politica». Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzionale, conclude in mezzo a uno sventolio di bandiere tricolori la gremitissima manifestazione “Ricucire l´Italia”, promossa da Libertà e Giustizia, all´Arco della Pace di Milano. E conclude dopo avere tirato una stoccata al ddl sulle intercettazioni all´esame della Camera: «In democrazia – ha spiegato il giurista – è importante conoscere anche ciò che è penalmente irrilevante».
La piazza gremita da 25000 persone circa è una piazza politica, alla ricerca di una nuova politica che sappia ascoltare le istanze che vengono dalla base, dai cittadini.

Per più di quattro ore sul palco hanno preso la parola, intellettuali, artisti, giornalisti, esponenti della società civile. Dopo i saluti della presidente di Libertà e Giustizia, Sandra Bonsanti, il sindaco Giuliano Pisapia è stato accolto da un boato di entusiasmo della piazza, che ha ricordato i giorni del suo trionfo su Letizia Moratti alle ultime elezioni amministrative. Il suo messaggio: “Da soli non si vince né si governa i partiti ascoltino chi vuole partecipare”. Poi hanno preso la parola, tra gli altri, il premio Nobel Dario Fo, il costituzionalista Valerio Onida, lo storico Paul Ginsborg, il presidente dell´Anpi Carlo Smuraglia, i giornalisti Michele Serra, Bice Biagi, Claudio Fava, Marco Travaglio. Particolarmente seguita la videotestimonianza di Roberto Saviano.




























