La marcia indietro sul nucleare del Governo non ci deve far cadere nel tranello, per una serie di motivi:
1) L’emendamento è in fase di discussione, e sempre che venga approvato così com’è e senza modifiche ciò non avverrà prima del 20 maggio, cioè a ridosso de referendum.
2) Ammesso e non concesso che venga approvato, la legge sul nucleare rimane e si tratterebbe di una mera sospensione dell’attuazione di alcune sue parti, ragion per cui Napolitano potrebbe non firmarla e la corte di cassazione potrebbe ritenere comunque valido il referendum abrogativo (il referendum riguarda appunto l’abrogazione e non la sospensione).

Per questi motivi, il Comitato nazionale ci invita a continuare la mobilitazione e a non cadere nella trappola: è un cavallo di troia per far fallire i referendum.
Il comitato nazionale sta lavorando duramente e proseguiamo imperterriti come carri armati verso i referendum, continuando nella nostra opera capillare di diffusione della conoscenza sui rischi e i costi ambientali ed economici del nucleare, e non solo non ci fermeremo ma raddoppieremo gli sforzi.
Invito tutte le forze politiche che sostengono i referendum a continuare nella loro opera di informazione presso i cittadini, avvisando i propri iscritti e i cittadini del cavallo di troia dell’emendamento, che rispediamo al mittente confermando la nostra determinazione nella campagna referendaria.
La conoscenza e la consapevolezza spegneranno il nucleare e tuteleranno l’acqua pubblica e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge: 4 sì per l’ambiente, la salute e la giustizia!




























