Nella vittoria di Alemanno (come del resto in tutte quelle di Silvio) oltre agli errori della sinistra ha giocato la capacità di unire tutto il popolo di centrodestra. Dai delusi con simpatie per il centro a tutto il variegato mondo nazi e neo fascista che gravita intorno all’ex sindaco missino come in tutta Italia.
La parentopoli di Alemanno è sempre più evidente come sia connotata di nero per diventare una fascistopoli (veline a parte).

Secondo quanto raccontato dal Messaggero, durante i suoi turni di lavoro all’Atac, Francesco Bianco – già processato per rapina, omicidio e tentato omicidio insieme ai fratelli Fioravanti, con cui partecipò nel ’78 al raid in cui rimase ucciso il militante rosso Roberto Scialabba e alla guida dell’auto durante l’assalto all’armeria Centofanti che costò la vita a Franco Anselmi – avrebbe voluto sparare ‘colpi di mortaio’ o ‘pece bollente’ ai ragazzi che manifestavano il 22 dicembre contro la riforma Gelmini.
E dai colpi di mortaio, Bianco passava al dileggio: “Annate a lavorà e se non ce riuscite fateve raccomandà”.
E sugli ebrei, la sua bacheca ha molti commenti: una Jessica alle 15,23 fa notare: «Me sembrano pacifici… lasciali passa’». E un’altra alle 15,29: «giusto pacifici… praticamente giudei», dove sembra chiaro il riferimento al presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici.
Con Bianco, l’amministrazione Alemanno ha assunto in Atac anche anche un altro ex estremista, Gianluca Ponzio, buon amico di Antonio D’Inzillo, e vicino a Gennaro Mokbel, e in contatto con Stefano Andrini, ex di Terza Posizione promosso dall’amministrazione Alemanno a manager di Ama.
Ovviamente tutti amici d’infanzia!




























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