Il Pdl non c’è più. O almeno, non c’è più per come lo abbiamo conosciuto finora. E’ durato meno di un’ora l’ufficio di presidenza per decidere l’isolamento e, di fatto, l’espulsione dei dissidenti.
Dal Cavaliere arriva un attacco durissimo alla terza carica dello Stato: “Allo stato viene meno la fiducia nei confronti del ruolo di garanzia del presidente della Camera indicato dalla maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni”. E alla domanda se il cofondatore debba lasciare il suo incarico il capo del governo risponde: “Riteniamo che siano i membri del Parlamento a dover assumere un’iniziativa al riguardo”. La replica dell’ex leader di An sul punto è secca: “La presidenza della Camera non è nelle disponibilità del presidente del Consiglio…”
Intanto, sul piano formale, il verdetto dell’Ufficio di Presidenza prevede anche una sanzione diretta contro tre tra i deputati più vicini al Presidente della Camera. Bocchino, Granata e Briguglio sono stati deferiti ai probiviri.
Pdl, il documento dell’Ufficio di Presidenza.
Si aprono scenari non prevedibili ma il tramonto di Berlusconi è sempre più evidente a tutti gli italiani.
Per fortuna!


























