“La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, per tradurre la ‘follia´ in ‘malattia´ allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d´essere che è poi quella di far diventare razionale l´irrazionale. Quando qualcuno è folle ed entra in manicomio smette di essere ‘folle´ per trasformarsi in ‘malato´. Diventa razionale in quanto malato”.
Trent’anni fa moriva Franco Basaglia. Dalla sua battaglia culturale e professionale nacque la legge 180 del 1978 che rivoluzionò l’approccio delle istituzioni al disagio mentale, portando alla chiusura dei manicomi in Italia. nella sua visione questo avrebbe dovuto essere il primo passo di una rete di Dipartimenti di salute mentale (Dsm) attivi sul territorio attraverso una rete di servizi specifici, con residenze comunitarie, gruppi di convivenza, con la partecipazione di maestri, educatori, accompagnatori, attori motivati, che oggi sembra in procinto di naufragare e fallire. Via il degrado, la miseria, l´indigenza, il degrado, l´emarginazione, l´abbandono e le torture (bagni gelati ed elettroshock).
Non torniamo indietro!



























