Leggo stupefatto l’articolo di PIERGIORGIO ODIFREDDI su La Repubblica del 22 dicembre.
De Mattei professore associato di Storia del Cristianesimo e della Chiesa alla privata Università europea di Roma, direttore del mensile Radici cristiane, dirigente di Alleanza Cattolica sostiene una tesi creazionista contro l’evoluzionismo di Darwin e con i suoi sodali arriva a scrivere e dire che la Terra non ha qualche miliardo, ma solo qualche milione di anni, o che i dinosauri sono scomparsi non sessanta milioni, ma poche migliaia di anni fa, o che le specie sono state create immutabili dal Creatore, non si può che lasciarlo andare per la sua strada, ma ci si deve domandare come sia mai stato possibile che questa strada passasse per il Cnr. E viene il sospetto che la nomina a vicepresidente di De Mattei nel 2004, e la sua riconferma nel 2008, non siano state altro che dei riusciti tentativi di infiltrazione fondamentalista e antiscientista dell´Ente.
Tag: Cultura
24 dicembre 2009 alle 10:18 am |
[...] ma propugna il creazionismo. C’è da restare sgomenti. Aggiungo questa citazione del blog di Antonio [...]
24 dicembre 2009 alle 3:11 pm |
Mi sono permessa di citare il tuo blog, spero che non avrai nulla in cotnrario. Buone feste!
24 dicembre 2009 alle 5:22 pm |
Assolutamente no. Tantissimi auguri anche a te!
25 dicembre 2009 alle 9:56 pm |
Fare Scienza non è per tutti. Distinguere tra esperienza e “Sensata esperienza” non è facile come ci ha insegnato il grande Galilei. Molte persone apparentemente colte non hanno idea di che cosa sia il metodo scientifico. Mi sembra che questo sia il caso di De Mattei e di tutti coloro che tentano di negare la teoria dell’evoluzione di Darwin. La nomina (e la riconferma) di De Mattei a vicepresidente del CNR è un’altra “perla” del Governo di centrodestra.
4 gennaio 2010 alle 8:24 pm |
[...] beh, se volete proprio battere su questo tasto, parlate del fatto che il vicepresidente del CNR è antidarwiniano e organizza convegni in cui si nega l’evoluzionismo, e poi ne [...]
13 gennaio 2010 alle 6:56 pm |
Sei quello che mangi, sei quello che sai, sei quello che pensi. Ci nutriamo non solo di cibo ma anche d’informazioni che ci arrivano attraverso lo studio e in generale dall’ambiente in cui viviamo. La cultura di un pescatore è diversa da quella di un agricoltore, di un meccanico, di un ricercatore fisico, chimico, biologo, ecc., da quella di un filosofo, religioso e così via. Ma tutti dobbiamo avere un denominatore comune, se pretendiamo o supponiamo di appartenere alla stessa specie umana. Questo denominatore comune, secondo me è costituito da un minimo di cultura che dobbiamo avere per capirci e per avere questo minimo spesso ci sforziamo di mangiare un po di tutto (tranne cibi a cui siamo allergici), leggere un po di tutto (tranne cose incomprensibili), acquisire un minimo d’informazioni in settori diversi dal nostro per soddisfare la nostra sete di sapere e per verificare se le nostre conoscenze nel nostro settore di competenza sono suscettibili di miglioramento. Tutte le volte che facciamo questo sforzo miglioriamo l’efficienza nel nostro settore, in quanto introduciamo nuova linfa, nuove idee ed allarghiamo i nostri orizzonti. La sperimentazione sull’epigenetica ha dimostrato che tutto quello che facciamo modifica il nostro DNA e queste modificazioni vengono trasmesse alle future generazioni. Se osserviamo bene la nostra propria storia, possiamo verificare su noi stessi se l’epigenetica è una fantasia o realtà. Quante volte una parola o una caduta ci hanno cambiato la vita? Le abitudini dei genitori e soprattutto delle madri vengono trasmesse ai discendenti. Abbiamo un’evoluzione continua, perchè il DNA parla con l’ambiente e guai se non fosse così. Ciò premesso, per me i creazionisti sono una variante della specie umana refrattaria ai cambiamenti e pertanto interessante da studiare. Per me i creazionisti sono persone con un minimo comune denominatore pari a zero o tendente a zero.