Quello che è avvenuto domenica a Milano, l’aggressione al premier Silvio Berlusconi, non è il risultato dei siti dell’odio come qualcuno vorrebbe. Sul web, casomai, si è potuto leggere un riflesso di quello che è avvenuto con opinioni le più disparate. Alcune di queste opinioni sono condivisibili, altre no, ma restano nell’ambito della libera espressione del pensiero. Altre, una minoranza per fortuna, sono francamente censurabili perché offensive e /o perseguibili legalmente in quanto si configurano come violazioni del codice penale e/o civile. In rete, invece, gli strumenti per regolare gli abusi ci sono già. Sono i codici delle nostre leggi che permettono a polizia e magistrati di individuare e colpire chi commette reati.
L’assalto al premier Berlusconi non deve trasformarsi in un assalto alla rete. Ma è giusto discutere sulla libertà di espressione civile e corretta ai tempi di internet. Un impegno che riguarda tutti noi perché se il web ha messo un grande potere nelle mani dei cittadini è giusto che tutti si facciamo carico di difenderlo.
La libertà di espressione è uno dei pilastri della democrazia!



























