Il Pd lombardo faccia una mossa e si occupi di elezioni regionali

By Antonio Ricci

Eravamo già intervenuti sul tema delle regionali di Marzo e delle mosse del partito democratico lombardo.

Non trovo modo migliore di risollevare il tema, se non citando il bel fondo di oggi sulle pagine de La Repubblica Milano di Ivan Berni:

“Pd, i silenzi che aiutano Formigoni

Ora che il nuovo segretario nazionale è stato ufficialmente proclamato, e con lui il suo vice, la nuova direzione nazionale, la presidente del partito e pure i suoi tre vice, è troppo pretendere che il Pd lombardo faccia una mossa e si occupi di elezioni regionali? Si comprende che la domanda stia prendendo il tono di una fastidiosa molestia, dato che è almeno dal giugno scorso che viene proposta invano, ma resta il fatto che a poco più di quattro mesi dalla scadenza delle urne non c´è ancora un candidato o una rosa di candidabili e, peggio ancora, non c´è una procedura per sceglierlo. Non si sa se si terranno delle primarie di coalizione, via maestra solennemente (almeno a parole) sposata dal Pd per la scelta dei candidati a cariche elettive. Ma si sa perfettamente che più passa il tempo e più scendono le possibilità che vengano indette. Par di capire che l´incertezza sulle primarie dipenda dal fatto che la coalizione è in alto mare. Ovvero si attende di conoscere l´orientamento dell´Udc, che a livello locale smania di rimettersi sotto l´ala di Formigoni e del centrodestra, ma che Casini stavolta non esclude possa allearsi con il centrosinistra, magari in cambio della candidatura alla presidenza di Bruno Tabacci. In sostanza: prima il Pd ha congelato la questione “regionali” per via del congresso che l´ha tenuto occupato per sei mesi.

E oggi continua a non decidere in attesa che Casini faccia una mossa. Ma siamo sicuri che l´attendismo, in politica, sia un atteggiamento prudente e produttivo? E particolarmente che lo sia per il Pd, partito che dovrebbe marcare una netta differenza con un passato di sconfitte e mediazioni al ribasso del centrosinistra, e per la Lombardia, dove Formigoni si presenta per ottenere un quarto mandato e raggiungere i vent´anni di “regno” al Pirellone? Il contesto lombardo, semmai, suggerirebbe un atteggiamento opposto: una forte ed esplicita scommessa sul cambiamento; un largo coinvolgimento degli elettori attraverso le primarie; la presentazione di candidati giovani e capaci, in grado di impersonare l´urgenza di un ricambio generazionale, di idee e di progetti per la Lombardia. In particolare, per quanto riguarda le primarie, il timori di scarsa partecipazione o addirittura di freddezza da parte degli elettori lombardi, sono stati clamorosamente fugati due settimane fa: oltre 300mila partecipanti in regione, con numeri record a Milano.

Ma per la sfida a Formigoni di questa voglia di cambiamento e di partecipazione, finora, non si è vista traccia. Circolano invece un sacco di nomi: l´ex presidente della Provincia Filippo Penati, l´ex sindaco di Brescia Paolo Corsini, l´ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, il consigliere comunale Davide Corritore, il segretario regionale Maurizio Martina, il consigliere regionale Pippo Civati. Ma sono nomi detti in libertà, senza l´indicazione di un percorso di candidatura e di un progetto di governo. Sabato prossimo, seguendo a ricalco quanto è avvenuto a livello nazionale, si riunisce l´assemblea regionale del Pd, per sancire la riconferma di Maurizio Martina alla segreteria e l´elezione dei nuovi organismi dirigenti. Troveranno, i nostri eroi, il tempo di occuparsi di quell´antipatica incombenza elettorale in calendario il prossimo 28 marzo?”

IVAN BERNI

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Una Risposta a “Il Pd lombardo faccia una mossa e si occupi di elezioni regionali”

  1. giovanni Dice:

    posso capire chen è difficile cambiare le abitudini, ma in politica bisogna essere capaci di proporre e non attendere le proposte degli altri perchè, a questo modo, se va bene, si arriva SEMPRE SECONDI

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