Il dolore addominale nel bambino

Il dolore addominale nel bambino

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La mia terza tesi: ho finito il master in gastroenterologia pediatrica a Roma

In questi giorni sono a Roma per la tesi del Master che mi ha impegnato per un anno.
L’esperienza è stata estremamente interessante e utile dal punto di vista culturale e professionale.La mia terza tesi: ho finito il master in gastroenterologia pediatrica a Roma
Mi ha offerto la possibilità di approfondire le mie conoscenze nel campo della gastroenterologia pediatrica sia dal punto di vista teorico che pratico.
Mi ha permesso di conoscere una realtà diversa da quella di Pavia, con interessanti spunti organizzativi da mettere in campo.
Ho conosciuti un gruppo di professionisti guidati dal Professo Cucchiara di altissimo livello con cui continuerò a collaborare anche nei prossimi anni.
Ieri ho dato la mia terza tesi. Dopo quella di Laurea e di Specialità, la tesi del Master.

Una grande soddisfazione che mi ripaga di un impegno costato tanto studio e tanto impegno.

Un ringraziamento va alla prof.ssa Laura Stronati sotto la cui supervisione ho costruito la tesi. Un grandissimo ringraziamento va al mio amico e capo, professor Gianluigi Marseglia, che mi ha invitato e consigliato di partecipare al Master.
Ultima considerazione: Roma è una città stupenda.

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI “LA SAPIENZA” DI ROMA
FACOLTÀ DI MEDICINA E CHIRURGIA
MASTER UNIVERSITARIO DI II° LIVELLO IN
“GASTROENTEROLOGIA, EPATOLOGIA ED ENDOSCOPIA DIGESTIVA PEDIATRICA”
Direttore: Prof. Salvatore Cucchiara
Titolod della tesi sperimentale: “La funzionalità della barriera epiteliale nelle malattie infiammatorie croniche intestinali”.

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Speranze da una nuova classe di antibiotici

L’uso eccessivo di antibiotici, speso prescritti nel modo sbagliato, nel mondo sta emergendo sempre di più il problema dell’antibiotico-resistenza e cioè il diffondersi di microorganismi sempre  più resistenti ai comuni antibiotici. Tale fenomeno sta assumendo dimensioni assai preoccupanti.

Speranze da una nuova classe di antibiotici

Per questo motivo suscita interesse e attenzione l’annuncio che arriva dalla prestigiosa rivista “Nature”: un team di ricercatori dell’Antimicrobial Discovery Center della Northeastern University di Boston non solo ha isolato un nuovo antibiotico denominato teixobactina in grado di uccidere un ampio gruppo di batteri Gram-positivi resistenti, inclusi MRSA, TB, Staphylococcus aureus e Streptococcus pneumoniae ma ha anche messo a punto un sistema rivoluzionario per la coltura di microrganismi che potrebbe permettere nel prossimo futuro la facile individuazione di molti nuovi antibiotici.

La procedura classica per l’individuazione di antibiotici è la coltura di funghi o batteri che secernono sostanze letali per gli altri microorganismi “competitor” presenti attorno a loro. Ma i microrganismi valutati sono solo una minima percentuale, perché la stragrande maggioranza di funghi e batteri non permettono la coltura in laboratorio.

I ricercatori di Boston hanno brevettato – in collaborazione con l’azienda NovoBiotic e l’Università di Bonn, in Germania – un dispositivo denominato iChip che permette la coltura in habitat naturale, conficcato nel terreno. In breve tempo sono stati screenati 10.000 ceppi batterici finora non valutati e isolati 25 nuovi antibiotici: di questi, la teixobactina si è rivelato il più potente.

La teixobactina è davvero letale per i batteri ed è in grado di eradicare rapidamente le infezioni. Quello che davvero è incredibile è la sensazione che questa scoperta sia solo la punta di un iceberg. Utilizzando questa nuova tecnica ci attendiamo di scoprire un grande numero di antibiotici nei prossimi anni.

L’articolo: Ling LL, Schneider T, Peoples AJ, Spoering AL, Engels I, Conlon BP, Mueller A, Schäberle TF, Hughes DE, Epstein S, Jones M, Lazarides L, Steadman VA, Cohen DR, Felix CR, Fetterman KA, Millett WP, Nitti AG, Zullo AM, Chen C, Lewis K.     A new antibiotic kills pathogens without detectable resistance.     Nature 2015; DOI:10.1038/nature14098

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Nuovi strumenti per la cura dell’obesità

Nuovi strumenti per la cura dell’obesità sono a disposizione e da ora il loro utilizzo è regolato da linee guida internazionali riconosciute.

Le prime linee guida internazionali per la chirurgia pediatrica in caso di obesità redatte da un comitato di 12 esperti coordinato dal dott. Valerio Nobili, responsabile di malattie epato-metaboliche presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, sono state appena pubblicate sul Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, l’organo ufficiale della Società europea per la gastroenterologia pediatrica, l’epatologia e la nutrizione (ESPGHAN) e di quella nordamericana (NASPGHAN). Sarà quindi possibile da oggi ricorrere alla strategia chirurgica per la riduzione dell’obesità nei bambini adottando criteri univoci e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale.

Nuovi strumenti per la cura dell'obesità

L’obesità infantile ha assunto nei paesi occidentali il carattere di una vera e propria epidemia. I numeri registrano il dato di 1 bambino su tre in sovrappeso o obeso, ma soprattutto aumenta il numero di bambini in condizione di iperobesità, che negli Stati Uniti è passato in 14 anni dal 13 al 17%. Le strategie educative e dietetiche-comportamentali sono fondamentali, ma non sempre, purtroppo, riescono a mettere sotto controllo il problema.

La crescita dell’obesità ha portato a un drammatico aumento delle patologie a essa legate come il diabete di tipo 2 e la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) o fegato grasso, con i danni correlati che possono essere anche molto gravi soprattutto se trasferiti fino all’età adulta. Adottare uno stile di vita e alimentare appropriato è fondamentale per questi bambini. Spesso però i risultati nel medio/lungo periodo sono deludenti. La chirurgia bariatrica diventa quindi un’importante alternativa per la riduzione del peso in quei bambini affetti da una forte obesità con rischi seri per la salute.

Sulla base delle evidenza scientifiche e del parere degli esperti, le linee guida pubblicate delineano un approccio internazionale standardizzato alla chirurgia dell’obesità, che deve essere limitata a due gruppi di pazienti pediatrici: quelli con indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 40 (obesità patologica) e quelli con un indice di massa corporea tra 35 e 40 (obesità grave) associata a fegato grasso o ad altre gravi patologie mediche correlate all’obesità (come il diabete, l’ipertensione o le apnee notturne).

Queste indicazioni sono importanti perché fino ad oggi, in assenza di parametri internazionali validati e riconosciuti, il bambino o l’adolescente che ne aveva bisogno restava fuori dall’opzione chirurgica o vi accedeva in tempi e modi non adeguati, magari in ritardo, quando ormai i principali organi coinvolti (cuore, fegato, pancreas, reni) risultavano già compromessi».

Fanno parte della chirurgia dell’obesità interventi laparoscopici di tipo restrittivo (riduzione della capacità gastrica) come la sleeve gastrectomy (asportazione di una porzione dello stomaco) o il bendaggio gastrico, ed interventi di tipo malassorbitivo (che puntano ad ottenere una riduzione dell’assorbimento intestinale di grassi e amidi) come il By-pass gastrico o la diversione bilio-pancreatica, generalmente indicata nei casi estremi di “superobesità” con BMI>50.

In alcuni casi meno gravi o al di sotto dei 13-14 anni di età è spesso preferito l’utilizzo dei meno invasivi palloncini intragastrici (sia quello tradizionale posizionabile per via endoscopica sia il più moderno modello deglutibile). Questi dispositivi sono molto utili nel trattamento delle forme meno avanzate di obesità come complemento della terapia dietetica ed educazionale per evitare la progressione verso l’obesità patologica con le complicanze relative.

Il settore del trattamento non convenzionale dell’obesità patologica è in continua espansione e la richiesta di intervento è oltre 10 volte superiore alla capacità di risposta del Sistema Sanitario.

Vedere i nostri ragazzi “rinascere” dopo un intervento che gli consente di perdere molte decine di chili in eccesso è fonte di straordinaria soddisfazione. La ridottissima invasività della procedura laparoscopica ci consente una dimissione dopo solo 3-4 giorni dall’intervento.

Le linee guida raccomandano che diversi altri fattori siano presi in considerazione per la chirurgia bariatrica: la maturità fisica e psicologica del paziente; il desiderio di sottoporsi alla procedura; i precedenti tentativi di perdita di peso; la capacità di rispettare le cure mediche di follow-up per ottenere il consenso informato. Il comitato di esperti che ha redatto le linee guida sottolinea l’importanza di ulteriori studi dei rischi a lungo termine dei pazienti con obesità associata a malattia epatica al fine di chiarire le indicazioni esatte per la chirurgia bariatrica negli adolescenti.

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Ruota

“Fortuna, buona notte, sorridi ancora una volta, fai girare la tua ruota”.

William Shakespeare

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