Disturbi del comportamento alimentare in crescita e in bambini sempre più piccoli: attiviamo le giuste antenne

Il Ministero della Salute ha appena concluso una ricerca dedicata alla valutazione dei fattori che potrebbero prevedere e delle caratteristiche dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) condotta su un campione di 1380 giovanissime di età compresa tra 8 e 17 anni. Il report completo della ricerca sarà pubblicato entro maggio sul sito del CCM (Comitato Controllo Malattie) del Ministero, ma alcune anticipazioni sono state già rese note.

Disturbi del comportamento alimentare in crescita e in bambini sempre più piccoli: attiviamo le giuste antenne

I disturbi del comportamento alimentare comprendono: anoressia, bulimia, “selective eating” (alimentazione selettiva), disfagia (difficoltà alla deglutizione di cibi solidi e/o liquidi, “food avoidance emotional disorder” (disturbo emotivo di evitamento del cibo).

La ricerca conferma un aumento esponenziale della compresenza (riscontrata nel 63% del campione) di disturbi del comportamento alimentare e patologie psichiatriche come disturbi fobico-ossessivi, depressione, attacchi di panico e così via.

L’aspetto più preoccupante è l’esordio precoce, già in bambine di 8-10 anni, di tutti i disordini del comportamento alimentare: anoressia, bulimia “selective eating” (alimentazione selettiva), disfagia, “food avoidance emotional disorder” (disturbo emotivo di evitamento del cibo).

Con conseguenze purtroppo molto gravi: basti pensare che la percentuale di osteoporosi con blocco dell’accrescimento osseo è risultata intorno al 43%, molto più alta della percentuale della stessa patologia in età adulta e con esiti spesso irreversibili.

Nel caso di bambine molto piccole, il riconoscimento del disturbo non è facile, perché la perdita di peso e la restrizione alimentare vengono spesso scambiate per inappetenza infantile o interpretate come sintomi da stress (magari indotto dal disagio scolastico del passaggio tra la quinta elementare e la prima media). Inoltre la bambina non esplicita in modo così chiaro come l’adolescente la ragione per cui non mangia, e cioè la paura di ingrassare.

Ma alcuni segnali possono rivelare il disturbo: il modo in cui mangiano, sminuzzando il cibo in pezzi piccolissimi; la lentezza del pasto, l’esclusione di alcuni alimenti; l’iperattività fisica, l’assunzione di molta acqua; un uso frequente del bagno soprattutto dopo i pasti e il cambiamento d’umore.

Dalla ricerca emerge la necessità di costruire percorsi specifici di assistenza che tengano conto della giovane età delle pazienti e programmi di prevenzione ad ampio raggio che coinvolgano anche le scuole.

Cruciale resta in particolare il ruolo dei pediatri, vere e proprie “antenne” per intercettare i segnali che portano a una diagnosi precoce, decisiva per il buon esito della malattia.

(Per informazioni: http://www.disturbialimentarionline.gov.it/, numero verde DCA Presidenza del Consiglio 800 180969).

Quando ci troviamo di fronte ad un dubbio o ad un atteggiamento che non ci convince rivolgiamoci al nostro pediatra.

Pubblicato in Consigli per i genitori, Infanzia, Pediatria | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

A pranzo fuori con papà e mamma: ma loro giocano con lo smartphone

Andare a pranzo fuori con papà e mamma è uno dei momenti di più grande socializzazione per le famiglie con bambini: ma se loro giocano con lo smartphone la socializzazione va in fumo.

Una ricerca ha evidenziato come questa occasione è spesso buttata al vento dai genitori, che passano il tempo a guardare i loro smartphone, trascurando i figli.

I ricercatori del Boston Medical Center hanno osservato e registrato di nascosto il comportamento di 55 genitori durante pranzi familiari in un fast food statunitense: 40 di essi hanno utilizzato lo smartphone durante il pasto. Tra questi, 16 (circa il 30%) erano completamente assorbiti dallo smartphone e lo hanno usato continuamente, persino mentre mangiavano; 9 persone invece hanno utilizzato più volte lo smartphone mentre tutte le altre lo hanno usato una o due volte e lo tenevano sul tavolo in bella vista durante il pranzo. Mentre gli adulti erano al telefono, i bambini hanno mangiato, parlato tra loro oppure giocato sul tavolo con un giocattolo regalato dal fastfood. La maggior parte dei bambini non è sembrata sorpresa dell’utilizzo dello smartphone da parte di papa e mamma ed è parsa accettarlo senza problemi.

Lo studio: Radesky JS, Kistin CJ, Zuckerman B, Nitzberg K, Gross J, Kaplan-Sanoff M, Augustyn M, Silverstein M. Patterns of Mobile Device Use by Caregivers and Children During Meals in Fast Food Restaurants. Pediatrics 2014;DOI: 10.1542/peds.2013-3703

Lo studio è americano ma suona molto familiare anche per le famiglie italiane.

Da decenni sappiamo che le interazioni faccia a faccia sono essenziali per lo sviluppo cognitivo, linguistico ed emozionale dei bambini. Prima dell’arrivo dei dispositivi di telefonia mobile, il momento dei pasti, soprattutto fuori casa, in assenza di altri fattori distraenti come la televisione, era perfetto per questo tipo di interazioni.

Questa passione per gli smartphone mette in pericolo soprattutto il bagaglio lessicale dei bambini.

Il singolo fattore predittore più potente dello sviluppo linguistico di un bambino è la conversazione con

I genitori. Il momento dei pasti è importante per conversare in famiglia, e se lo si passa allo smartphone è solo un’occasione persa.

Quindi, quando siamo a pranzo con i nostri figli, spegniamo i cellulari e chiacchieriamo con loro, fa bene anche a noi.

A pranzo fuori con papà e mamma: ma loro giocano con lo smartphone

Pubblicato in Consigli per i genitori, Infanzia | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Buona Pasqua a tutti

Questa galleria contiene 5 immagini.

Galleria | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

I no e la disciplina servono a crescere

Un genitore sa che non può concedere tutto al proprio figlio. A seconda dell’età del bambino, mamma e papà devono costruire un rapporto con lui basato su coccole, affetto, ma anche disciplina, fermezza, limiti e divieti.

I no e la disciplina servono a crescere

Dal punto di vista del bambino i no e i limiti possono essere vissuti come restrizioni e farlo arrabbiare, ma in altri momenti sono dei cancelli che proteggono e lo fanno sentire al sicuro. Le ragioni per dire no sono molteplici. Perché il bambino non corra pericoli, ma anche perché si abitui a sviluppare le proprie risorse.

È troppo facile concedere sempre tutto, bisogna invece stimolare il bambino ad attingere alle proprie possibilità per affrontare le difficoltà, per cercare alternative, per essere creativo.

I NO del genitore diventano così un sistema educativo intenso, stimolante, che aiuta a superare le frustrazioni, a patto che sia basato su situazioni ragionevoli e sulla coerenza delle negazioni: non fate l’errore di dire di no al bambino all’inizio, per poi concedergli quello che vi ha chiesto perché estenuati dai suoi capricci!

La disciplina aiuta i bambini a scoprire l’importanza di riflettere sulle cose e offre loro la possibilità di trovare strategie per risolvere situazioni difficili.

I genitori vengono vissuti come persone autorevoli dai figli. Non abdicate a questo ruolo, anche se ogni tanto costa e sarebbe più semplice lasciar perdere. Date delle regole, pretendete che vengano rispettate e siate soprattutto coerenti. La disciplina è importante, è uno strumento che contiene i bambini dando loro sicurezza.

Le regole, per quanto scomode, sono delle guide preziose. È necessario per i figli imparare che cosa possono e non possono fare. Per questo hanno bisogno di sentirsi dire no fermi e di sapere che davvero gli adulti intendono fare ciò che dicono e che non cambieranno idea. Una crescente indipendenza mentale può svilupparsi soltanto all’interno di una struttura sicura. I genitori devono stabilire limiti chiari e precisi, che non consentano ai figli comportamenti eccessivi, né riconoscano loro potere eccessivo.

Pubblicato in Consigli per i genitori, Infanzia | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Proprio dentro di noi uno esiste uno dei più complessi ecosistemi della Natura

Esiste proprio dentro noi uno dei più complessi ecosistemi di Natura: è il microbiota dell’apparato gastrointestinale, ossia l’insieme dei microorganismi presenti nel tubo digerente dell’uomo che hanno un ruolo fondamentale per la vita umana.

Proprio dentro di noi uno esiste uno dei più complessi ecosistemi della Natura

Definito dagli scienziati un “super-organismo”, il microbiota è composto da un numero di batteri pari a 6 volte il totale delle cellule che compongono l’intero corpo umano e da almeno quattro milioni di tipi di batteri diversi.

I principali batteri che popolano l’apparato sono i Bifidobatteri, i Lattobacilli e gli Eubacterium, ma ve ne sono di numerose altre specie, e tutti insieme svolgono funzioni per noi essenziali. Per esempio, favoriscono la biodisponibilità di alcuni nutrienti, e la metabolizzazione delle calorie; sintetizzano diverse vitamine; regolano l’espressione del sistema immunitario nella mucosa intestinale; sostengono la peristalsi intestinale e infine proteggono la mucosa intestinale – e dunque l’intero organismo – dalle aggressioni di microrganismi patogeni (che provocano malattie), prevenendo così la comparsa di molte infezioni.

Diversi recenti studi dimostrano che i batteri possono addirittura incidere sugli stati d’animo e i comportamenti umani, stimolando a livello intestinale la produzione di sostanze che raggiungono e condizionano il Sistema Nervoso Centrale. Per esempio, al fine di proteggere i delicati equilibri del proprio ecosistema, alcuni tipi di batteri inducono l’individuo a desistere inconsciamente dall’esplorare nuovi ambienti: in questo modo, il microbiota si garantisce una riduzione del rischio che la persona entri in contatto con nuove specie batteriche che potrebbero colonizzarne l’intestino. Il risultato può tuttavia essere un comportamento che induce l’individuo a chiudersi in se stesso, rinunciando a una sana socialità.

La composizione del microbiota è fortemente influenzata dall’alimentazione. E questa influenza inizia già fin dai primi giorni di vita e con l’allattamento, che ha effetti diversi se al seno o artificiale. Continuando poi con lo svezzamento, e in seguito dalla condotta alimentare quotidiana.

Fattori interni ed esterni possono determinare Disbiosi, ovvero alterazioni anche importanti del microbiota. Fra questi fattori vi sono squilibri dietetici, stress psico-fisici, stili di vita non equilibrati e un uso incongruo di farmaci.

Alimentazione e stili di vita corretti possono tuttavia garantire la presenza di un microbiota fisiologico sano e funzionale a mantenere in buona salute l’intero organismo umano.

Pubblicato in Infanzia, Medicina, Pediatria | Contrassegnato , , , , , , , , | 4 commenti